Caratteristiche psicologiche

E’ bene chiarire subito che il Thai non è un gatto come gli altri. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, è un essere che pur non disdegnando condividere i propri spazi abitativi con altri animali, ama profondamente l’uomo e la sua compagnia. E’ un micio che non gradisce stare solo e che soffre se viene trascurato da chi ha scelto come “suo grande amore”. Il Thai ama entrare in relazione con gli umani, ama conversare e far comprendere a chi lo accudisce ciò di cui ha desiderio o bisogno.
Ama molto giocare e se non ha altri animali come compagni di gioco, è bene riservagli qualche momento della giornata, tirandogli palline o suscitando la sua attenzione con qualche cordina che funga da coda del topo per farlo un po’ sgranchire e divertire, sollecitando con la nostra attenzione il suo naturale buon umore. E’ comuqnue un micio autonomo che gradisce anche giocare da solo rincorrendo un topolino di pelliccia o qualsiasi piccolo oggettino che, facendo strani suoni o movimenti, venga considerato come preda e valga la pena di rincorrere e catturare.
Questo micio è affettivamente esigente. Fedele e comunicativo come un cane, richiede dal padrone prescelto lo stesso impegno e dedizione che offre. E’ un compagno inseparabile, un “gatto parlante”, attivo, vivace e mai violento. Non ha bisogno di essere sgridato duramente perché è estremamente sensibile: comprende presto e nei dettagli quali sono le regole che non deve infrangere, e sa coglire anche le sfumature del tono della voce di chi si occupa di lui.
Micio raffinato e chiacchierone, desidera essere amato e rispettato. Abituato da secoli alla convivenza stretta con stirpi reali, ama le comodità e a causa del pelo corto e delle sue origini quasi equatoriali teme il freddo è ha bisogno di cuccette sempre calde e pulite, anche se con estrema naturalezza ama dormire su letti, divani o in cima ad armadi e pensili della cucina (che sono spesso i luoghi più riscaldati della casa).
Se si sente troppo trascurato può mettere in atto qualche dispetto, che non va mai drammatizzato, ma individuato come messaggio in codice che il micio lancia per esprimere un suo preciso disagio.