Origini

La comparsa del gatto sul nostro pianeta sembra perdersi nella notte dei tempi. In alcuni testi sanscriti di oltre 2000 anni fa si trovano riportate storie e leggende, come quella di Diana, dea della caccia che prese fattezze feline ed agì come spia per aiutare i suoi amici dei che cercavano di sfuggire ai giganti.
Anche se la struttura del cranio sembra essere molto simile a quello delle mummie di gatto trovate in Egitto e risalenti al tempo di Cleopatra, le origini del micio Thai sembrano essere ancora oscure. C’è infatti chi sostiene che questa razza derivi dall’incrocio tra il gatto sacro di Birmania e i gatti "Ammannite" introdotti nell'’mpero Burmese e Cambogiano di Khmer durante l’nvasione Siamese nel 17° secolo. Altri sostengono che i primi esemplari vennero portati dalle terre del Tibet da carovane di commercianti itineranti
Le prime tracce certe di quel “Siamese Old Style” che oggi si chiama Thai, ci conducono comunque nella Royal City di Bankok di 200 anni fa, nei palazzi e giardini dei monarchi e delle loro corti. Questa splendida razza dal mantello sfumato e gli occhi blu, venne infatti qui gelosamente allevata e custodita dai reali del Siam che li consideravano sacri in quanto eredi delle anime dei propri defunti. Solo raramente ed in relazione a crediti straordinari, erano disposti a cedere qualche esemplare, il cui libero espatrio rimase fortemente proibito per oltre due secoli.
Nessuno quindi sa come fosse esattamente il gatto Siamese dell’antichità. Un poema siamese di molte centinaia di anni fa mostra infatti gatti Siamesi Korat, Burmesi, Havana, Balinesi e Tonkinesi che si presume vivessero liberamente per le strade della città, quindi nessuno può dire con certezza in che modo essi siano stati allevati e si siano accoppiati tra loro. L’unica cosa che sappiamo è che i primi esemplari colour point ed occhi blu sono stati visti per la prima volta in Siam nel 19° secolo ed erano completamente sconosciuti in Europa.
Gli Inglesi sono stati i primi ad importare questi gatti nel 1870 e da allora in Inghilterra si è sviluppato l’ìnteresse ad allevare gatti, organizzare mostre feline e ad impostare standard estetici di razza. Tutti i THai autentici oggi esistenti discendono quindi dagli 11 gatti colour point importati in Inghilterra alla fine del 1800: molte delle foto di questi gatti sono andate perse ma dai pochi documenti in nostro possesso, risalenti al 19° secolo, è possibile osservare esemplari relativamente robusti con un musetto arrotondato che nel 20° secono è stato definito apple head, sebbeno non fosse realmente tondo.
I più autorevoli ed informati giudici ed allevatori dei primi del ‘900 sottolineavano l’esistenza di due distinti tipi di corporatura tra gli esemplari importati dall’Asia: un tipo dal corpo più massiccio con musetto arrotondato, tronco e gambe corte ed un tipo dal corpo più affusolato e sin uoso con un musetto più triangolare. Mrs Robinson, uno dei primi allevatori storici e giudice di Siamesi affermava che i gatti con un musetto dolcemente triangolare sono sicuramente più simili ai gatti che lui stesso aveva visto nei palazzi reali dell Siam, mentre gli esemplari più arrotondati, con un pelo più lungo e folto sono attribuibili alle generazioni successivamente allevate in Inghilterra, probabilmente accoppiate con i gatti comuni. Tali differenze fisiche non sono comunque riconducibili a due razze geneticamente distinte e che tali variazioni siano di fatto non sostanziali.
In ogni caso la prima comparsa ufficiale in Europa di una coppia di Thai risale alla fine del 1800 durante un’esposizione inglese dedicata a ”gatti domestici e stranieri”. Ma è solo a seguito del dono, da parte del re del Siam al console inglese Owen Gould, di una coppia di mici Thai. In Inghilterra prima, e negli Stati Uniti poi, si sviluppa da qui una vera e propria passione per questo micio dallo sguardo magnetico e dalla personalità raffinata.
Nel 1910 Mrs Greta Hundley importa una coppia di gatti Siamesi dalla Malaysia, allora penisola thailandese, la cui femmina è considerata la capostipite del Peswich cattery Siamese, il più famoso ed accreditato Allevamento di gatti Siamesi dell’epoca, da cui discendono esemplari con fattezze più slanciate e affusolate, (cioè moderatamente orientali) rispetto ai cosiddetti gatti “European Colour point”, che presentano una morfologia più simile al British Shorthair, ma sicuramente più dolcemente arrotondate rispetto al moderno Siamese, che presenta forme spiccatamente simili ai gatti orientali, con i quali è stato volutamente incrociato.