Situazione Odierna

Nel corso del 20° secolo (gli ultimi cento anni della storia europea) il Thai ha attraversato periodi di alta e bassa marea. Verso gli anni sessanta alcuni allevatori inglesi hanno dato inizio ad una serie di cucciolate frutto dell’incrocio di Siamesi Old Style con gatti Orientali e Balinesi che hanno dato luogo a quel tipo di gatto che ha espropriato il nome “siamese” ai propri antenati e che oggi raccoglie un pool di caratteristiche strutturali e genetiche molto diverse dagli esemplari originali, che in Italia ed in gran parte d’ Europa erano diventati quasi introvabili.
Negli anni ‘70, grazie all’iniziativa di alcuni sinceri amatori intenzionati a proteggere e perpetuare le caratteristiche originali e naturali di queste affascinanti creature, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania, in Olanda e negli anni ‘90 anche in Italia, si sono costituiti dei piccoli allevamenti amatoriali che si sono impegnati perché questo micio dall’aspetto singolare e dalla personalità intrigante fosse recuperato, rivalutato e riconsiderato sia dai giudici che dal pubblico.
Oggi è quindi sicuramente più semplice trovare esemplari Thai, depositari di quelle splendide qualità originali che solo il libero corso degli eventi naturali poteva conferire loro. Ma sempre molta attenzione va posta nella valutazione della serietà dell’allevamento.
Per proteggere ulteriormente le qualità standard di razza, di recente è stata inoltre decisa la chiusura dei noviziati, per impedire l’introduzione di esemplari che, poichè privi di pedegree, non riescono a dimostrare la propria storia genetica in modo accettabile e che quindi, ai fini del recupero della credibilità della razza stessa, non è saggio includere ufficialmente nella categoria Thai.